Exit interview: come ridurre il turnover

Bisogna fare la exit interview quando un impiegato lascia l’azienda? La risposta è si. Infatti la retention del personale è un tema che ogni azienda deve affrontare. Questo perché se si vuole tenere i talenti. Bisogna creare un ambiente di lavoro dove il feedback è usato. Sia per migliorare la cultura aziendale sia per rimanere in contatto col candidato.

Di seguito entriamo nel dettaglio di cosa sia una exit interview. Come condurre una exit interview in maniera corretta. E quali domande fare.

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Exit interview

Che cosa è una exit interview?

La exit interview è l’ultimo momento di confronto tra l’azienda ed il dipendente in uscita. Infatti è il momento in cui si tirano le somme di quello che si è fatto insieme. Di quello che ha funzionato. E di quello che si può fare meglio.

Di solito una exit interview si affronta negli ultimi giorni di lavoro. Prima che il dipendente esca del tutto. Questo per evitare imbarazzo. Ed anche per cercare di avere un feedback reale e vero.

La exit interview serve all’azienda per capire come migliorare la gestione delle proprie risorse umane. E’ un momento di auto valutazione. Infatti un feedback onesto di molti dipendenti potrà dare delle indicazioni su che azioni fare.

Questo serve per ridurre la rotazione del personale. Quindi il turnover. Ed aumentare la talent retention. Infatti bisogna sempre ricordarsi che perdere un dipendente costa tanto all’azienda. Sia in termini economici. Sia in termini di tempo e risorse che servono per trovare un altro con eguali competenze.

Il ruolo dell’exit interview

Come detto l’exit interview è un momento di auto analisi per l’azienda. La gestione del turnover è una sfida che le aziende non vedono. Ma che costa loro molto. Una exit interview di qualità può indicare tante strade per migliorare l’ambiente di lavoro. Anche senza spendere grandi cifre.

Inoltre una exit interview può aiutare a creare una immagine positiva. E quindi una percezione alta dell’employer branding. E qui entra in scena Stupendio.it. Molto più di una semplice piattaforma. E’ una banca dati utile per valutare la propria azienda. Rispetto ai competitor. O rispetto alle proprie idee di risorse umane.

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Condurre un’exit interview efficace: vantaggi

Di sicuro, fare una exit interview di qualità, porta molti vantaggi per l’impresa. Tra cui

1. Creare una strategia per ridurre il turnover. L’exit interview offre una finestra diretta sulla mente dei dipendenti. Questo feedback può rivelare tendenze o problemi sistematici. Ad esempio Manager troppo aggressivi. Stipendi bassi. Poca possibilità di carriera. Che portano ad avere un alto turnover. Dopo aver trovato i problemi. Beh si può costruire una strategia per ridurli. O eliminarli.

2. Mostrare attenzione verso il dipendente. L’exit interview mostra una gestione positiva ed un interesse al benessere dei dipendenti. Oltre che al desiderio di avere un legame positivo con chi lascia.

3. Feedback dei dipendenti che se ne vanno. Un vantaggio unico è riuscire ad avere una opinione sincera. I quali, senza più alcun rischio, possono dare informazioni più precise su cui lavorare.

4. Migliorare il clima aziendale. Gli input raccolti possono essere usati per migliorare l’ambiente di lavoro. E le politiche aziendali. Ciò può influire anche sui dipendenti che rimangono.

Suggerimenti pratici per la exit interview

Per ottenere i massimi benefici da un’exit interview, è bene condurla in modo accurato. Ecco come fare:

1. Incontro di persona. E’ bene evitare di fare form online. Ma meglio organizzare un incontro di persona. Devi far sentire a suo agio il dipendente. Così da dare un feeling di interesse. E far dare più risposte utili. La persona che guida dovrebbe essere il capo dell’HR.

2. Domande aperte. Sempre porre domande aperte. In cui il dipendente può dare sfogo ai suoi pensieri. Ad esempio: “Quali sono stati i fattori chiave nella tua decisione di lasciare l’azienda?” o “C’è qualcosa che avresti voluto fosse diverso nel tuo ruolo?”

3. Creare un ambiente aperto. Garantire la privacy è d’obbligo. Oltre che fare in modo che ci sia anche una chiara visiona ed apertura ad un ritorno in futuro. L’obiettivo è ottenere feedback sinceri. Per migliorare. Non tanto per farlo.

L’exit interview è uno strumento unico per acquisire dati preziosi. Da una fonte ormai non più interessata. E che possono rivelare le cause di un turnover alto.

Exit Interview domande esempi

A questo punto che abbiamo visto come fare. Vediamo insieme alcune domande che possono rivelare molto.

1. Quali fattori ti hanno spinto a cambiare? Questa domanda vuole capire cosa ha portato a cercare un nuovo lavoro.

2. Cosa pensi che ti possa far tornare in questa azienda? Da questa bisogna provare a capire cosa si può fare nella gestione HR.

3. Quali sono le aree dove non ti sei sentito a tuo agio? Domanda utile a capire cosa non è piaciuto al dipendente.

4. Pensi che l’azienda abbia investito su di te? E se no, perché? Chiaro che si vuole capire se il talento si è sentito non supportato nella sua crescita.

5. Tre cose positive e tre cose negative sull’azienda. Può dare una direzione di comprensione su cosa non vada.

Questi sono solo alcuni esempi di domande. Una exit interview poi va a toccare anche altre aree. Tra cui lo stipendio. I fringe benefit. Etica ed Integrity. Sarà poi l’HR manager dell’azienda a dover creare un set di domande che gli permettano di capire cosa fare.

Conclusione

Il turnover ha un impatto molto forte su una azienda. Sia dal punto di vista economico. Sia dal punto di vista della coesione del team. Come hai capito una exit interview di qualità è una risorsa preziosa. Aiuta l’impresa a gestire in maniera positiva la sfida del cambio di un dipendente. Il feedback sincero di un dipendente che lascia può dare informazioni chiave. E far crescere l’azienda nel suo Employer Branding.

In altre parole, l’exit interview non è solo un semplice processo di congedo. Ma un metodo per migliorare l’ambiente di lavoro. Farlo crescere più sano. E quindi nel lungo termine, diminuire il turnover.

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