UNIEMENS INPS: cosa è e come si trasmette

[Articolo aggiornato il 5 Maggio 2023]

[Articolo aggiornato il 5 Maggio 2023]

Ti stai chiedendo cosa è l’UNIEMENS e cosa ha a che fare con la tua azienda? Sei nel posto giusto.

Ogni azienda con dei dipendenti avrà la necessità di inviare i dati contributivi all’INPS. Questo per poter calcolare la posizione assicurativa di ogni dipendente. Oltre che i contributi da versare ogni mese.

L’UNIEMENS INPS è mensile ed è un obbligo del datore di lavoro.

Le domande a cui risponderemo sono rivolte a quelle aziende che vogliono migliorare. E capire come diventare più efficienti. Oltre che attirare i migliori talenti.

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Cosa è l’UNIEMENS INPS?

L‘ UNIEMENS è un flusso di dati che ogni azienda deve inviare all’INPS. In pratica è la denuncia obbligatoria che il datore di lavoro, che svolge la funzione di sostituto d’imposta, deve inviare ogni mese all’INPS.

Come datore di lavoro, una azienda è tenuta a presentare all’INPS la “dichiarazione retributiva e contributiva”. Questo entro la fine del mese successivo a quello in cui il personale dipendente ha prestato attività lavorativa.

Per fare ciò si fa la denuncia Emens -DM10 contenente:

  • i dati relativi alle retribuzioni mensili corrisposte ai dipendenti. E le altre informazioni necessarie per il calcolo dei contributi.
  • le informazioni utili all’implementazione della posizione assicurativa individuale del lavoratore. E all’erogazione delle prestazioni da parte dell’Inps.

Questa denuncia mensile obbligatoria consiste in un flusso informativo denominato “ UniEmens” INPS.

Il sistema UNIEMENS ha semplificato molto la vita dei datori di lavoro italiani. Con l’UNIEMENS è possibile porre a conguaglio alcune poste contributive anticipate per conto dell’Istituto ai lavoratori. Ad esempio, la malattia o gli Assegni per il Nucleo Familiare e gli ammortizzatori sociali.

Obblighi

Le denunce UNIEMENS INPS mensili devono essere presentate entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui è scaduto l’ultimo periodo di paga, cui la denuncia si riferisce.

Quindi ad esempio per i lavoratori dipendenti l’ultimo periodo di paga è stato Marzo. Dovrete inviare entro fine Aprile la denuncia UNIEMENS INPS.

Per i lavoratori parasubordinati, il mese di competenza è quello in cui è stato erogato il compenso. Quindi se il compenso di Marzo è stato pagato ad Aprile. L’UNIEMENS dovrà essere inviato entro fine Maggio.

Unica eccezione è nel caso l’ultimo giorno cada di sabato o giorno festivo. Nel caso il termine è prorogato al primo giorno successivo non festivo.

Come si trasmette l’UNIEMENS all’INPS?

L’UNIEMENS si trasmette all’INPS per via telematica. Quindi attraverso il portale dell’INPS. Nella sezione “Servizi per aziende e consulenti”.

L’Azienda deve richiedere l’abilitazione ai “Servizi per Aziende e consulenti”. Dovrete presentare alla sede INPS il Modulo SC65 – Richiesta di abilitazione ai servizi telematici per Aziende – Datore di lavoro. Vi servirà la carta di identità.

Acquisite le abilitazioni potrete accedere con lo SPID alla sezione dedicata. A questo punto troverete una sezione chiamata UNIEMENS. Dove potrete procedere all’invio delle denunce individuali.

UNIEMENS INPS. Cosa è e come si trasmette

La denuncia mensile UNIEMENS INPS è composta da varie sezioni.

  • Dati del mittente
  • Dati dell’azienda
  • Periodo di riferimento
  • Denuncia individuale del lavoratore.

La denuncia individuale del lavoratore, contiene i dati contributivi. Tra cui tipo paga (mensile o oraria). CCNL applicato. Tipo di lavoratore (part-time o full-time). Numero di mensilità. Ore lavorate. Ore lavorabili.

Prima dell’invio della denuncia bisogna controllare con il software dell’INPS che non ci siano errori.

Il sistema UNIEMENS ha notevolmente semplificato gli adempimenti dei datori di lavoro italiani, i quali, mediante la trasmissione del flusso di dati possono porre a conguaglio alcune poste contributive anticipate per conto dell’Istituto ai lavoratori: ad esempio, la malattia o gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF), gli ammortizzatori sociali.

Sotto la medesima funzionalità UNIEMENS si possono anche reperire le denunce individuali e le variazioni delle denunce individuali. Inviate dall’azienda.

Per tutti i dettagli suggeriamo di consultare la guida messa a disposizione dall’INPS (Link).

Chi può inviare l’UNIEMENS all’INPS?

L’UNIEMENS può essere inviato all’INPS dal datore di lavoro. Oppure da professionisti abilitati per conto dell’azienda. Detti anche intermediari abilitati.

All’interno del portale INPS è possibile delegare i propri professionisti all’invio dell’UNIEMENS.

Suggeriamo comunque alle imprese di verificare le istruzioni dell’ente previdenziale.

Sanzioni per mancato invio dell’UNIEMENS

Il mancato invio dell’UNIEMENS è molto grave. Anche se sembra solo un flusso di dati. Esso è uno degli elementi più importanti per una azienda.

Anche solo il mancato invio dell’UNIEMENS per un lavoratore equivale a commettere un reato. A seconda dei casi può essere più o meno grave. Nel peggior caso il reato è di evasione contributiva.

Omissione contributiva

Ma andiamo per gradi. Nel caso si presenti l’UNIEMENS, ma non si versi per tempo la cifra si ha l’omissione contributiva. In questo caso, la liquidazione dei contributi è avvenuta. Ci sono le registrazioni delle trattenute operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni. La denuncia obbligatoria è stata presentata. Quindi l’INPS è a conoscenza dell’avvenuta iscrizione.

La sanzione per l’omissione contributiva è di tipo amministrativo. Viene applicato un interesse all’importo non versato. L’interesse su base annua è pari al 5,5% oltre il tasso ufficiale stabilito sulle operazioni di rifinanziamento dell’Unione Europea.

Evasione contributiva

Caso più grave è quando le registrazioni delle posizioni lavorative non sono state effettuate. Quindi l’UNIEMENS non è stato trasmesso all’INPS. Oppure quando le denunce obbligatorie falsificate in modo da renderle infedeli. Ad esempio, un lavoratore assunto in nero. Oppure un dipendente a tempo indeterminato classificato come part-time. Quindi con un numero di ore inferiore a quelle realmente lavorate.

In questo caso la sanzione è pari al 30% del debito contributivo. Con il limite del 60% sull’importo dei contributi dovuti, non dichiarati e non versati. In aggiunta agli interessi di mora decorrenti dalle rispettive scadenze. Se l’azienda presenta di sua iniziativa una dichiarazione entro 12 mesi potrà versare le sanzioni ridotte come nel caso dell’omissione contributiva.

Infine il caso più grave è quando l’INPS fa un accertamento. In quel caso si tratta di evasione contributiva vera e propria. In questo secondo caso quando l’omissione o la falsità supera l’importo mensile di 2.582,28 €. E la soglia del 50% dei contributi complessivi dovuti nel mese. Si rischiano fino a due anni di reclusione.

Speriamo che l’articolo vi sia piaciuto.

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