Simulazione IRPEF 2026: Risparmio per il Ceto Medio

L’IRPEF 2026 è da sempre una delle imposte più discusse e meno comprese del sistema fiscale italiano. Ogni anno milioni di lavoratori si chiedono quanto pagano davvero di tasse, perché lo stipendio netto è molto più basso del lordo e, soprattutto, se le riforme promesse avranno un impatto concreto sul proprio reddito.

Con l’arrivo dell’IRPEF 2026, il tema torna centrale. Il dibattito politico e tecnico ruota attorno a pochi concetti chiave: IRPEF 2026 scaglioni, IRPEF 2026 ceto medio, taglio IRPEF 2026 simulazione di risparmio per lavoratori dipendenti e autonomi.

Vediamo quindi cos’è l’IRPEF 2026, come si calcola, quali sono gli scaglioni, e quali benefici può portare la riforma al ceto medio.

Retribuzione Annua Lorda (RAL) e IRPEF 2026

Prima di vedere cosa è l’imposta IRPEF 2026 è bene sapere le basi su cui si calcolano le tasse. La prima cosa è capire cosa è la Retribuzione Annua Lorda (RAL). Cioè la base da cui partire per capire quante imposte dovrai pagare. Poi c’è da calcolare l’IRPEF 2026 sul Reddito Imponibile. Quindi lo stipendio lordo meno i contributi previdenziali ed assistenziali.

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Cos’è l’IRPEF 2026 e perché riguarda tutti

Ma adesso vediamo cosa è la nuova IRPEF 2026. L’ IRPEF 2026 è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche per l’anno 2024. Quindi è la tassa che tutti coloro (residenti in Italia) che hanno un reddito sono tenuti a pagare. Sia da dipendenti, sia da autonomi. L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche applicata ai redditi prodotti nel corso dell’anno 2026 è una tassa personale, diretta e soprattutto progressiva.

Il sistema per il calcolo dell’IRPEF 2026 varia a seconda dei redditi percepiti nel corso dell’anno. Più sono alti. Più dovrai pagare. In maniera progressiva a livelli. Questi sono detti aliquote IRPEF (o anche scaglioni IRPEF 2026).

Questo sistema IRPEF 2026 scaglioni serve a garantire equità fiscale: chi guadagna di più contribuisce proporzionalmente di più.

Dal 2024, l’IRPEF ha 3 livelli. Quindi 3 scaglioni. Ogni aliquota IRPEF ha un valore minimo. Ed un valore massimo. Tra il valore minimo e il valore massimo si paga una determinata aliquota percentuale.

Tutto ciò che supera il valore massimo di quel livello è tassato con l’aliquota IRPEF successiva. Adesso faremo degli esempi.

Di segueto la tabella IRPEF 2024 con le aliquote da applicare al reddito imponibile in vigore fino al 31 dicembre 2025:

Reddito imponibileAliquota IRPEF 2024Imposta Massima
Fino a 28.000€23%6.440 €
28.001€ e 50.000€35%7.700 €
Oltre i 50.001€43%senza limite

Dal gennaio 2026, l’IRPEF 2026 ha introdotto alcune modifiche, soprattutto per alleggerire il carico fiscale su IRPEF 2026 ceto medio. La struttura a tre scaglioni rimane invariata, ma l’aliquota del secondo scaglione passa dal 35% al 33%, mentre il primo e il terzo scaglione restano invariati. La nuova struttura è quindi la seguente:

Reddito imponibileIRPEF 2026 scaglioniImposta Massima
Fino a 28.000€23%6.440 €
28.001€ e 50.000€33%7.260 €
Oltre i 50.001€43%senza limite

Questo significa che i contribuenti del ceto medio potrebbero risparmiare fino a circa 440 euro all’anno, mentre i redditi più bassi non subiscono modifiche rilevanti, quelli più alti beneficieranno comunque del risparmio massimo teorico di 440 € l’anno.

In sintesi, l’IRPEF 2026 conferma il principio di progressività ma con un occhio di riguardo verso il ceto medio, riducendo il peso fiscale su una fascia di contribuenti particolarmente numerosa. È quindi una tassa che riguarda tutti, ma con effetti concreti soprattutto su chi si trova nella fascia intermedia di reddito.

Aliquote IRPEF regionali e comunali e Scaglioni IRPEF 2026

Ad oggi non ci sono modifiche riguardo alle addizionali Regionali e Comunali. Infatti ogni Regione e Comune decide le proprie aliquote e le percentuali. Per cui controlla le delibere del tuo Comune di residenza. O della tua Regione.

Di seguito trovi la tabella IRPEF comparativa:

Reddito ImponibileIRPEF 2024Reddito ImponibileIRPEF 2026
Fino a 15.000€23%Fino a 28.000€23%
28.001€ e 50.000€35%28.001€ e 50.000€33%
Oltre i 50.001€43%Oltre i 50.001€43%

La riforma ha però aggiunto che per i redditi alti. Cioè chi ha oltre 50.000 €. Ci sarà una riduzione delle detrazioni pari a 260 euro. Quindi non c’è un vero taglio delle tasse.

Un punto importante da chiarire è inoltre che il vantaggio fiscale dell’IRPEF 2026 non è universale né automatico per tutti, e presenta alcune limitazioni ben precise che ne riducono l’efficacia nella pratica. Innanzitutto, la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per lo scaglione tra 28.000 e 50.000 euro si applica solo fino a un certo livello di reddito complessivo: oltre 200.000 euro di reddito annuo lordo, il beneficio viene neutralizzato e non è riconosciuto. Questo significa che chi ha redditi molto alti non riceve alcuna riduzione dell’IRPEF dovuta a questa misura e quindi non beneficia dello sconto fiscale previsto nello scaglione intermedio.

Nuova IRPEF 2026, detrazioni reddito da lavoro dipendente

La modifica all’IRPEF 2024 impatta anche le detrazioni relative al lavoro dipendente. Ma solo per l’anno 2024. Cioè per i redditi fino a 15.000 euro, la detrazione è di 1.995 €. Invece che 1.880€. Quindi viene alzata la no tax area a 8.500€.

  • per i redditi fino a 15 mila euro: 1.995 € (non inferiore a 690 o se a tempo determinato non inferiore a 1.380)
  • da 15 mila euro a 28 mila euro: 1.910€ +1.190€ *(28.000 – reddito imponibile) /13.000€ (differenza tra 28.000€ e 15.000€)
  • da 28 mila euro a 50 mila euro: 1.910€*(50.000€ – reddito imponibile)/ 22.000€ (differenza tra 50.000€ e 28.000€)
  • per i redditi oltre 50 mila euro: 0 €

IRPEF 2026 ceto medio: impatto sulle detrazioni

Oltre alla riduzione delle aliquote IRPEF prevista dal 2026, restano in vigore altre misure che incidono sulle detrazioni e sul risparmio fiscale complessivo dei contribuenti. Chi supera determinate soglie di reddito dovrà fare un ricalcolo più complesso delle detrazioni, perché queste non sono più fisse ma variano in base al reddito complessivo e al numero di figli a carico.

In particolare, per i redditi più elevati sono previsti diversi tetti massimi di detrazione: per chi supera i 50.000 euro è prevista una restituzione di 260 euro direttamente in dichiarazione dei redditi. Per chi supera i 75.000 euro, invece, il tetto massimo delle detrazioni è di 14.000 euro, calcolato con il sistema del quoziente familiare, che tiene conto della composizione del nucleo familiare.

A mano a mano che il reddito aumenta, il limite delle detrazioni si riduce ulteriormente: oltre i 100.000 euro il tetto scende a 8.000 euro, mentre chi supera i 120.000 euro vede una riduzione progressiva fino all’azzeramento delle detrazioni a 240.000 euro di reddito complessivo. Per redditi superiori a 200.000 euro, si applica invece la restituzione dei 440 euro derivanti dal taglio IRPEF 2026.

Questo sistema rende necessario un ricalcolo più articolato delle detrazioni: ogni misura, ogni limite e ogni restituzione deve essere sommata in modo progressivo e combinata con le altre detrazioni spettanti, per determinare l’imposta netta effettiva. Ne deriva che, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti, l’effettivo risparmio fiscale può essere molto diverso dal vantaggio teorico legato alla sola riduzione delle aliquote, perché le detrazioni vengono progressivamente ridotte o azzerate man mano che aumenta il reddito.

In sostanza, il beneficio della nuova IRPEF 2026 non può essere valutato isolatamente: va sempre considerato insieme al complesso delle detrazioni e dei limiti reddituali, che modulano in maniera significativa l’effettiva riduzione dell’imposta.

Reddito imponibileLimite massimo detrazioniNote aggiuntive
Fino a 50.000 €Nessun tetto particolareApplicazione normale delle detrazioni per lavoro dipendente e familiari a carico
Oltre 50.000 €Varia in base al quoziente familiareRestituzione di 260 € in dichiarazione
75.001 € – 100.000 €14.000 €Calcolato con il sistema del quoziente familiare, tiene conto del numero dei figli a carico
100.001 € – 120.000 €8.000 €Ulteriore riduzione progressiva del tetto massimo delle detrazioni
120.001 € – 240.000 €Decrescente fino a 0 €Le detrazioni si riducono progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 € di reddito
Oltre 200.000 €N/ARestituzione dei 440 € derivanti dal taglio IRPEF 2026 ceto medio -alto

Facciamo un esempio di calcolo dell’IRPEF 2026:

Per primo hai un reddito imponibile di 36.000 € (ricordati che non è la RAL), quindi già depurato dai contributi sociali (INPS,…). Che sono circa il 10% della RAL. In questo caso dovrai calcolare

Tra 0 – 28.000 € userai l’aliquota pari a 23% che equivale a 6.440€, tra 28.001 € – 36.000€ userai l’aliquota pari a 33% che equivale a 2.640€. Per una tassazione totale pari a 9.080 €.

La formula è la seguente:

28.000€*23% + (36.000-28.001)*33% = 6.440 € + 2.640 € = 9.080 €

Lo stesso calcolo con le aliquote IRPEF 2024 sarebbe stato:

28.000€*23% + (36.000-28.001)*35% = 6.440 € + 2.800 € = 9.240 €

Quindi la nuova IRPEF 2026 porta ad un risparmio di imposte pari a 160 € all’anno. A questo poi vanno aggiunte l’addizionale IRPEF Regionale e l’addizionale IRPEF Comunale. Dopodiché verranno utilizzati i limiti di detrazione fiscale per calcolare la tassazione effettiva.

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Quale è lo stipendio medio italiano?

L’imposta IRPEF 2026 può essere uno strumento molto utile anche per capire quale stipendio negoziare, perché mostra in che modo le aliquote e le detrazioni influiscono sul reddito netto che rimane in tasca. Ad esempio, secondo le più recenti rilevazioni, lo stipendio per vivere a Milano si aggira intorno ai 36.900–37.000 euro, un valore tra i più alti in Italia per effetto delle differenze territoriali e della composizione del mercato del lavoro locale.

A confronto, lo stipendio medio italiano complessivo nel 2023 si attesta su cifre che variano leggermente a seconda della fonte, ma tutte indicano una mediana annua lordo tra i 30.093 euro, con variazioni tra le varie regioni.

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FAQ su IRPEF 2026 ceto medio e simulazioni

Cos’è l’IRPEF 2026 e chi deve pagarla?

L’IRPEF 2026 è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche applicata ai redditi prodotti nell’anno 2026. Riguarda tutti i cittadini residenti in Italia che percepiscono un reddito, sia da lavoro dipendente sia da lavoro autonomo o altre fonti imponibili. È una tassa progressiva, quindi chi guadagna di più paga una percentuale maggiore del proprio reddito.

Quali sono i nuovi scaglioni IRPEF 2026?

Dal gennaio 2026, l’IRPEF ha tre scaglioni principali: fino a 28.000 euro con aliquota 23%, da 28.001 a 50.000 euro con aliquota 33%, e oltre 50.001 euro con aliquota 43%. La modifica più importante riguarda IRPEF 2026 ceto medio, che beneficia di una riduzione di aliquota sul secondo scaglione, con un possibile risparmio fino a 440 euro l’anno.

In che modo le detrazioni influenzano il vantaggio dell’IRPEF 2026?

Le detrazioni per lavoro dipendente, familiari a carico e altri oneri riducono direttamente l’imposta lorda. Se le detrazioni sono elevate, l’effetto della riduzione dell’aliquota sul secondo scaglione può risultare molto limitato o addirittura nullo. Inoltre, chi ha redditi elevati può vedere le detrazioni progressivamente ridotte secondo limiti specifici: oltre 50.000 euro si riceve una restituzione di 260 euro, oltre 75.000 euro il tetto massimo scende a 14.000 euro, e così via fino all’azzeramento per redditi superiori a 200.000 euro.

Come può l’IRPEF 2026 aiutarmi a capire quale stipendio negoziare?

Conoscere gli scaglioni IRPEF 2026 e il funzionamento delle detrazioni permette di valutare quanto reddito netto rimarrà in tasca. Ad esempio, lo stipendio mediano italiano nel 2024 si aggira tra 30.093 euro lordi, mentre a Milano è più alto, circa 36.900 euro. Considerare IRPEF, detrazioni e contributi previdenziali consente di negoziare in modo più realistico e capire se un’offerta è competitiva rispetto alla media nazionale e locale.

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